Un pesce in bicicletta

‘Una donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta’

Da questo slogan femminista, attribuito da alcuni ad Irina Dunn, e da altri a Gloria Steinem, nasce questo tatuaggio; fu uno degli slogan più geniali, dissacranti ed acuti dell’intero movimento femminista mondiale.

È strano constatare come, ancora oggi, risulti estremamente attuale parlare di parità sessuale, di parità di genere, di parità dei diritti.

Ogni diritto ha un suo rovescio..

Ed il rovescio di questa medaglia è che ancora oggi, dagli anni ‘70, un pesce in bicicletta, risulta maledettamente attuale, e forse si può perfino arricchire di ulteriori sfumature di pensiero.

Questa pandemia ha fatto innalzare alle stelle la voglia di libertà e di rispetto dei diritti, portando, per esasperazione, per contrapposto, per una moderna legge del contrappasso, a calpestare, con agghiacciante sincronicismo, i diritti e le libertà di ‘altri’, ‘diversi da noi’.

La categoria dei ‘diversi’, a questo punto, si è talmente espansa fino a diventare un magma incandescente e senza controllo.

E se negli anni 70 era plausibile lottare, sperare, sognare, una parità, oggi, mentre si professa la medesima volontà, si rischia di perpetrarne l’esatto contrario…

Stiamo riempiendoci di così tante forme di diversità da diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni (per dirla citando un De Andre’) e che si tratta più semplicemente ( eh si, l’ho fatta facile!) di UNICITÀ, come recentemente ha ben argomentato Drusilla Föer, al Festival di San Remo, che non guarda nessuno, ma che tutti poi alla fine guardano… e commentano!

La prima, importante, e fondamentale battaglia, credo che dovremo compierla dentro noi stessi, sfidandoci ad accettare, accettarci, spronandoci verso quella coerenza che reclamiamo negli altri e che valutiamo in noi con estrema indulgenza.

CURIOSITÀ

l’immagine del pesce in bicicletta fu utilizzata, nel 1997, per una campagna pubblicitaria della birra Guinness; questa piccolissima parte della storiella può dirci due cose: che dovremmo rilassarci e berci una birretta prima di accanirci contro i nemici immaginari, e che c’è ancora bisogno di pedalare parecchio per libertà e diritti, e che quel piccolo pesciolino in bici è ancora là, nel museo della birra Guinness, che pedala come un forsennato, perché lui, no, non ha perso la speranza.

GRAZIE infinite alla mia cliente che mi ha richiesto un tatuaggio che mi è piaciuto tantissimo eseguire, che mi ha fatto riflettere e che mi ha portato a scrivere.

Lasciate un commento se vi va, che da qua non riesco a vedervi!

La Dè